Boivin
In alcuni ristoranti si va perché "si mangia bene il pesce", o perchè lì fanno un tortel di patate favoloso, o perché hanno una griglia per carni eccezionale...
Io invece non ho mai potuto rispondere a questa domanda.
Anche se questo famoso piatto non l’abbiamo ancora trovato, siamo stati probabilmente il primo ristorante in provincia a lavorare su di un menu degustazione di sette portate a un prezzo accessibile anche a chi non frequenta abitualmente locali stellati.
Significa che siamo riusciti a stuzzicare la curiosità e l’appetito dei nostri ospiti al punto da indurli ad affidarsi completamente a noi.
Questo ci ha permesso di proporre rivisitazioni di piatti di cucina tradizionale, ma anche piatti più originali, frutto della nostra voglia di ricerca e di sperimentazione.
Nella nostra cucina si mescolano influenze di vario genere.
Tutto cio che entra nel campo della nostra esperienza viene assimilato, metabolizzato, e integrato nel nostro lavoro.
Non si tratta di "fusion". Non abbiamo mai cercato di cavalcare le mode (e infatti non siamo un locale trendy).
Il Boivin esiste da quasi 20 anni ed esisterà ancora tra 20 anni.
Il fatto è che siamo curiosi.
Per la nostra cucina sono passati cuochi di tutte le regioni d’Italia, grazie anche agli eventi organizzati periodicamente dall’associazione Brumalia.
Abbiamo ospitato per lunghi periodi la cucina indiana di Avinash Ganesh.
Abbiamo lavorato il pesce con il maestro di sushi Yukio Miyajima.
La cucina basca è di casa grazie all’amicizia di Marta e Inaki, che cucinano per noi ogni volta che vengono in Italia. Grazie a loro abbiamo potuto conoscere la cucina del grande Arzak.
I nostri collaboratori rumeni o marocchini ci hanno insegnato la loro cucina del cuore.
Insomma, siamo un piccolo ristorante che però allunga le antenne fuori dal guscio, il più lontano possibile, fuori nel mondo.
