Cucina trentina e di fantasia. Questo è quanto.
Cuciniamo usando acqua, fuoco ed il tempo necessario.

Non sempre questo è scontato: la cucina moderna assomiglia sempre più ad un laboratorio di ricerca industriale, mutuando anche tecniche proprie di quell’ambito. A noi piace che i cibi siano riconoscibili e ci piace anche che la presentazione nei piatti non metta soggezione. Ci piace l’imperfezione.

Trentina: non possiamo esimerci dal compito di rappresentare al meglio la regione in cui viviamo, attraverso i prodotti della sua terra e i piatti della sua tradizione.


Fantasia: che non significa necessariamente “inventare” delle cose (piatti, accostamenti, tecniche).Anche nel fare per l’ennesima volta i soliti canederli, la fantasia continua a lavorare. Cerchiamo di immaginare nuove procedure, nuovi contesti, altre applicazioni. Fantastichiamo: quali reazioni potrebbe ottenere un certo piatto, cosa manca per rendere più viva una preparazione. Il processo creativo che sta alla base del lavoro di cucina si alimenta anche di fantasia.

Vorremmo risparmiarvi le troppo frequenti “la nostra filosofia”, la “mission”, “il territorio”, la “stagionalità”etc. Esistono concetti e criteri dai quali non si può prescindere. Per dirla con Carlo Petrini: “buono, giusto e sano”. I prodotti che utilizziamo devono venire da produttori coi quali condividiamo l’attenzione per la salute ed il benessere sia dell’essere umano che dell’ambiente, amici animali inclusi. Diamo la nostra attenzione a chi produce biologico se non biodinamico, e cerchiamo sempre di prediligere l’artigianale all’industriale. Le lavorazioni che useremo in cucina saranno le più rispettose dei prodotti che offre la stagione per esaltarne la grande qualità.

Da noi troverete piatti della tradizione trentina e altri piatti che ci sono stati suggeriti direttamente da qualche prodotto recentemente scoperto, ma qua e la continueranno ad affiorare le varie suggestioni che ci vengono dall’esperienza passata e dalla nostra storia di famiglia. Alle volte siamo colti da un improvviso entusiasmo per un dolce assaggiato in casa di amici, e lo vogliamo subito proporre e condividere con i nostri ospiti.

Altre volte ancora può accadere che un cibo di strada assaggiato in qualche parte del mondo ci entusiasmi al punto da volerlo riprodurre.
A Pasqua potrebbe saltar fuori una Pastiera Napoletana, oppure le spezie usate per condire una zucca potrebbero ricordare un masala indiano, o ancora una sarda en saor potrebbe venir marinata con tecnica giapponese.

Non preoccupatevi: è sempre il Boivin.